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La grande sconfitta dei Luddisti, anche in politica

Come le religioni
sono dei ponti tra i fedeli e Dio così, in democrazia, i partiti sono dei ponti
tra i cittadini e lo Stato. 

Ma un ponte deve essere
accogliente, poiché vive per le persone che lo frequentano. Se invece di fare
il “bridging” (ossia un ponte tra la società civile e lo Stato), un partito fa
il “bonding” (ossia chiudersi al mondo) è considerato distante e inutile.

Da troppo tempo i
partiti si sono avvicinati allo Stato e sono penetrati all’interno, allontanandosi
dai cittadini.

Questi ultimi
hanno colto l’occasione della Rete per connettersi tra loro, ma i neo-luddisti
credono che si possa ancora attaccare questo prepotente uso della tecnologia
nelle istituzioni. Combattono una battaglia di retroguardia invece bisogna andare
avanti accettando il cambiamento ma sfidandolo nei suoi aspetti cruciali.

– Il primo è che non
possiamo con l’efficienza del mezzo tecnologico (la Rete) fare a meno dei
partiti. Perché questi non servono a connettere ma a sintetizzare le diverse
opinioni. 
Oggi questo
sistema è messo in crisi dalla Rete, perché dà la possibilità a tutti di
connettersi con tutti i livelli del partito. L’auto-referenzialità diventa
allora inapplicabile e occorre cambiare sistema, altrimenti, tornando
all’esempio del ponte che non collega, il partito viene abbandonato.

– Il secondo è che non tutti i votanti possono governare lo Stato
contemporaneamente: tutti possono esprimersi e vogliono farlo, influenzando ogni
risultato, non solo l’elezione del candidato.
Per far ciò
occorre un partito che possa decidere, ossia selezionare le competenze per
eleggere chi potrà farlo con più rappresentatività.

Può il continuo ricorso
al consulto popolare esprimere la garanzia della scelta di un eletto con la migliore
competenza?

Per garanzia sul
rappresentate politico s’intende: che sappia cosa sta facendo (conosca la
materia), che agisca, e che possa esercitare tale competenza (perché non ha
interessi economici e politici).

In ogni caso il
pendolo della storia si muove velocemente dalla parte dei votanti che usano la
tecnologia, il potere sembra allontanarsi dagli eletti, ora sempre più
controllati, visto che hanno perso ogni fiducia. 
Un buon
partito-ponte quindi ha il compito di selezionare la nuova classe dirigente
atta a governare lo Stato.

Il “come” si vota
è cambiato per sempre, e non si può tornare indietro. Molto più importante è il
“dove” si vota: bisogna fare in modo che rimanga in Parlamento.

Vedi anche sul
tema gli approfondimenti di: Massimo, Giuseppe, Giovanni.

Twitter: @massimochi