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La disintermediazione della beneficenza

Oggi non c’è nessuna garanzia sull’utilizzo dei fondi raccolti per le emergenze. La piattaforma di Helperbit sfrutta la tecnologia della blockchain per rendere disponibile un registro pubblico che tracci in maniera diretta e trasparente la destinazione dei fondi

 

Sette anni fa all’Aquila straziata dal terremoto in molti soffrivano, tanti perdevano la casa e qualcuno rideva. Chi rideva è stato indagato, ma chi ha raccolto in maniera fraudolenta i fondi della generosità umana verso gli aquilani probabilmente continua a ridere. Di fatto, in questi casi, scatta la corsa alla solidarietà, ma non c’è traccia dei fondi elargiti a un ente che si suppone distribuisca tutto il ricavato in loco: bisogna solo aver fiducia in un brand. Ma poi le indagini scoprono che spesso la fiducia viene tradita. Il risultato è che non si fa del bene a chi ha davvero bisogno.

Ecco allora un tipico caso in cui le tecnologie possono mettersi al servizio della trasparenza. L’idea è venuta a Guido Baroncini Turricchia, che, leggendo le notizie legati ai numerosi scandali che hanno travolto la gestione di quell’emergenza, pensò che molti dei problemi legati alla redistribuzione delle donazioni sarebbero stati mitigati se il flusso di denaro fosse stato visibile: la sua intuizione è stata quella di far ricorso al registro pubblico reso disponibile dalla blockchain, che risulta essere perfetto per questo scopo.

Per tali ragioni, con altri esperti del settore, ha creato Helperbit, una piattaforma di gestione delle calamità naturali che usa la tecnologia blockchain e i Gis (Geographical Information System) con lo scopo di aiutare le persone colpite da eventi calamitosi, veicolando le donazioni in maniera diretta e trasparente. “Non ci sono sistemi classici che al momento offrano un audit dei flussi economici su un registro pubblico – commenta Turricchia -. Noi daremo anche l’opportunità al donatore di decidere chi sarà il beneficiario della donazione, sia esso utente singolo oppure organizzazione non profit, utilizzando un approccio geografico.”

Al momento tutti i sistemi di beneficenza sono basati sull’utilizzo di valuta locale, ma questa rivoluzione richiede un cambiamento culturale: non sarà facile o veloce, la tendenza è lavorare verso un sistema di moneta unica internazionale, così da evitare eccessivi costi e rischi di cambio utilizzando il bitcoin, per esempio. Sui futuri sviluppi che offriranno queste tecnologie il ceo Turricchia si sbilancia: ”Il nostro lavoro è solo una piccola parte di una più ampia rivoluzione basata sulla trasparenza, che in futuro certamente si estenderà anche al settore pubblico, con significativi vantaggi per i cittadini”.

C’è da sperare che queste innovazioni sociali abbiano un impatto molto positivo per chi riceve donazioni. L’opacità economica ha pesantemente influito in questo settore; la blockchain e le monete matematiche possono aiutare a far luce in questo campo, offrendo ai donatori e alle organizzazioni un livello di affidabilità superiore rispetto al sistema di distribuzione odierno. Le donazioni effettuate tramite Helperbit saranno totalmente devolute ai beneficiari in modo diretto, ma sarà possibile sostenere lo sviluppo del progetto destinando volontariamente una frazione di esse alla piattaforma; il business model della startup si basa anche su ulteriori e innovativi servizi premium.

Il volume delle donazioni private annue destinate a calamità naturali è pari a 6 miliardi di dollari, ma la mancanza di trasparenza ne trattiene sicuramente tanti altri. Chissà quante persone evitano di donare non solo per i ritardi e le inefficienze, ma anche a causa dell’arbitraria redistribuzione dei fondi. Helperbit può essere uno dei sistemi che conferiscono più controllo al benefattore e una maggiore trasparenza così da poter sbloccare un enorme volume di donazioni inespresse, compreso tra 4 e 8 miliardi all’anno. La piattaforma è pronta per essere lanciata, ma prima sono previsti test in cui il contributo determinante degli utenti aiuterà a migliorare il servizio. E’ possibile quindi registrarsi e diventare da subito parte attiva del progetto.

Gli italiani sulla generosità e sulla creatività non sono secondi a nessuno. Ora è possibile disintermerdiare i pochi criminali che ci scoraggiavano nell’essere ancora più generosi. Un altro positivo dividendo che la tecnologia, è il caso di affermarlo, ci dona.

Twitter: @massimochi

Articolo pubblicato qui: http://nova.ilsole24ore.com/progetti/la-disintermediazione-della-beneficenza/